La Belladonna omeopatica: curativa, altro che avvenente...

Ecco un altro rimedio omeopatico molto diffuso. Con un nome curioso, e più di una volta mi sono chiesta se ci fossero delle ragioni etimologiche particolari per chiamarlo così. Indagando scopro ben due spiegazioni interessanti. La pianta da cui ha origine questo rimedio, si chiama scientificamente Atropa Belladonna. Nella mitologia greca, le tre Moire (Parche, in quella romana) erano le divinità che presiedevano ineluttabilmente il destino di ogni uomo: Cloto teneva la “conocchia” e filava, Latesi tesseva e Atropo aveva il compito di troncare la vita tagliando il filo necessario per tesserla. Una figura letale, insomma, e intuibilmente spietata, quella di Atropo. E le piante atrope costituiscono un genere (famiglia delle Solanacee) cui appartengono due importanti specie: la nostra Belladonna e la Mandragora, dette appunto atrope per gli effetti letali e altamente narcotici che possono generare.
Avete presente il collirio che l'oculista ci mette negli occhi per poter osservarne meglio il fondo, facendoci dilatare le pupille (effetto definito “midriasi” nel linguaggio medico)? Quel collirio contiene atropina, una sostanza (alcaloide) appunto estratta dalle bacche della Belladonna. Pare che le donne dell'antica Roma (ma anche del Rinascimento) la utilizzassero l'acqua distillata da questa pianta anche come cosmetico, per ottenere uno sguardo più ammaliante e “profondo” e per colorire la carnagione.
Esiste anche un'altra spiegazione del nome belladonna: le bacche di questo nome, a causa della loro elevata tossicità sono anche chiamate ciliegie della pazzia o delle streghe, e con il termine “belle femmes” si indicavano appunto - nel francese arcaico medievale – le streghe, che pare utilizzassero questa pianta nella preparazione di pozioni e unguenti allucinogeni.
Curiosità ed etimi a parte, la Belladonna è di certo una pianta che, al suo stato naturale, è estremamente tossica e pericolosa e l'ingestione delle sue invitanti bacche può persino provocare morte da avvelenamento. Una volta omeopatizzata, la Belladonna assume invece molteplici proprietà curative. Oltre all'atropina – che, come visto finora, ha anche proprietà “parasimpaticolitiche” (eccitanti) contiene infatti altri due tipi di alcaloidi: la iosciamina (stimolante, con proprietà antispastiche) e la scopolamina (alcaloide anticolinergico, con un'azione simile a quello dell'atropina).
Le Materie mediche omeopatiche così descrivono alcuni sintomi del paziente Belladonna: “Belladonna agisce sul sistema nervoso cerebro-spinale, dando origine ad una considerevole iperemia (per intenderci qui: aumento della quantità del sangue circolante in un organo, che ne determina un aumento di volume e un colorito rosso intenso) cerebrale. Il viso assume una colorazione rossa accesa, midriasi pupillare, fotofobia, spasmi violenti della muscolatura del viso, del collo, delle braccia. Forte cefalea soprattutto nella regione frontale. La cefalea è di tipo pulsante, battente. il paziente è congestionato. Estremamente agitato. Allucinazioni visive. Le pupille sono estremamente dilatate. “ ...etc etc. Come nei casi di un bel febbrone improvviso e violento, insomma. Quando, ad esempio, oltre alla febbre alta, la gola è molto arrossata (faringite), e si vuole restare a letto, al buio e in silenzio, perché all'improvviso diventiamo particolarmente sensibili agli stimoli sensoriali esterni (rumori, luce, calore). Ecco, la Belladonna è, in generale, un ottimo rimedio per tutti i casi in cui avvenga una forte stimolazione del sistema nervoso centrale. Quindi, ad esempio, è molto utile come analgesico e antispastico, come nei casi di mal di pancia con forti crampi; nel trattamento della pertosse (di nuove i fenomeni violenti...), nelle otiti, congiuntiviti e nei casi di forti nevralgie e cefalee con intensi dolori pulsanti... Avete presente quei mal di testa che immobilizzano tanto sono maledetti...tipo un martello nella testa che batte di continuo? E l'unica volontà che ci rimane è quella di starsene a letto senza sentire niente e nessuno, bofonchiando e grugnendo un “lasciatemi solo”? ...nel caso non vi capitasse mai o nel caso fossi troppo animalesca io quando sto male, non me lo dite....per quieto vivere, non lo voglio sapere ;-)
07 / 02 / 2008