Omeopati a Sacconi, basta discriminazioni su medicina naturale (ADNKRONOS SALUTE)
(Adnkronos Salute) - Una lunga lettera al nuovo responsabile della Salute per chiedere "scelte forti e coraggiose" a favore di "milioni di cittadini e migliaia di medici e operatori" che hanno deciso di curarsi con le medicine non convenzionali. A scrivere a Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, la Federazione italiana delle associazioni e dei medici omeopati (Fiamo) che chiede la cancellazione delle discriminazioni culturali, sociali ed economiche per i cittadini che si curano, per libera scelta, con l'omeopatia e altre medicine naturali. E gli omeopati denunciano la presenza di una vera e propria "omeo-fobia", ovvero "un costante attacco da parte delle istituzioni culturali e scientifiche ufficiali nei confronti della medicina omeopatica". E la conseguente discriminazione "dei medici omeopati tacciati di empirismo antiscientifico, opponendo una totale cecità di comodo alle centinaia e centinaia di prove di efficacia dell'omeopatia offerte da studi clinici pubblicati nella letteratura internazionale". "Le chiediamo di intervenire - scrive la Fiamo nella lettera a Sacconi - e sanare una frattura che, ormai sempre più inaccettabile, si è creata tra cittadini di serie A che si curano con la farmacologia ufficiale e i milioni, di serie B, discriminati da un intollerabile pregiudizio negativo da parte del mondo accademico ammalato di 'presunzione di verità', che si scaglia contro tutti noi che abbiamo scelto di privilegiare in tutte le situazioni cliniche che lo permettono una strada terapeutica naturale, dolce ed economicamente poco costosa". "Le prove di efficacia dell'omeopatia, per esempio, sono testimoniate da oltre un centinaio di studi clinici, pubblicati in letteratura internazionale" che però vengono ignorati dall'establishment accademico, continua la missiva.
Così come si ignora la "crescente popolarità dell'omeopatia e delle altre medicina non convenzionali: solo in Lombardia i dati ufficiali registrano 100 mila nuove richieste l’anno". Un "atteggiamento persecutorio colpisce più di dodici milioni di cittadini italiani che curandosi in modo consono alle loro esigenze culturali, biologiche, religiose, psicologiche, vengono pesantemente danneggiati economicamente e perseguitati come persone 'ignoranti e irresponsabili'", continua la Fiamo. "Carissimo signor ministro, le chiediamo - aggiunge la Federazione - un forte segnale a favore di un terzo della popolazione italiana che si cura con le medicine non convenzionali. Da troppi anni le innumerevoli proposte di legge relative a questo tema hanno solo fatto perdere tempo e risorse senza approdare a nulla di fatto". "Ora tocca a lei. I tempi, le istanze sociali e la medicina - si sottolinea nella lettera - sono profondamente cambiate. Non si possono lasciare le strutture sanitarie e l'organizzazione dei servizi di tutela della salute immutati come molti decenni fa. E' anche inaccettabile che in alcune (rare) Regioni della Repubblica italiana ci siano 'isole felici' in cui l'omeopatia e le medicine non convenzionali riscuotono i favori dei medici di base e degli ospedalieri e vengano promosse e finanziate dalla comunità, mentre in molte altre regioni (che sono la maggioranza) vengano per lo meno ignorate se non addirittura fortemente contrastate", conclude la lettera.
http://www.adnkronos.com/Salute/Sanita/?id=1.0.2156051706
14 / 05 / 2008